Il 2 giugno del 1946 gli Italiani scelsero di governarsi con una Repubblica, relegando alla storia il periodo Monarchico che un ruolo cruciale ed enormi responsabilità nell'avvento del Fascismo. La dittatura fascista portò la nostra Nazione al connubio con la Germania Hitleriana ed alla Seconda, devastante, Guerra Mondiale. L'Italia nel 1946 era un paese profondamente martoriato, scosso da cinque anni di guerra, segnato dall'occupazione tedesca, dai bombardamenti e dalla guerra civile che durò fino al 25 aprile del 1945, giorno della Liberazione. Il momento era incredibilmente difficile. C'era un Paese da ricostruire, c'era anche un popolo che doveva ritrovare la propria unità e coesione dopo le barbarie viste e subite, c'era un Referendum Istituzionale molto importante, bisognava scegliere tra Monarchia o Repubblica. Gli Italiani scelsero di vivere ed autogovernarsi in una Repubblica Parlamentare, regolata dalle regole dettate dalla Costituzione che ne sanciscono i principi democratici fondanti che regolamentano le nostre azioni. La Repubblica permette a tutti i cittadini la libera espressione del proprio pensiero, ne garantisce i diritti inviolabili e vive del confronto democratico delle idee tra maggioranza ed opposizione. Ma oggi credo che vada soprattutto raccolto l'appello lanciato ieri dal Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che auspica un momento di coesione unitaria data la grave difficoltà che il Paese sta affrontando. Un eccezionale momento di unità patriottica come quello che seguì a quel 2 giugno 1946, quando l'Italia seppe creare il "miracolo italiano" che generò una rapida ricostruzione ed un'esplosione economica che ci portò tra le Nazioni più evolute del Mondo. "Che il 2 giugno sia un momento per riflettere sui valori fondativi repubblicani. La crisi esige unità, responsabilità coesione", ha detto Sergio Mattarella. Come sempre parole equilibrate e profonde. Buona Festa della Repubblica a tutti voi.

IL Sindaco

Andrea Capponi

 

 

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